Por A12 Em La redazione A12 Atualizada em 14 MAI 2019 - 13H33

Ho paura

La morte, come la nascita, sono fenomeni naturali inerenti alla condizione umana. Ambedue includono una serie di fattori, cosi come sociali, culturali, biologici, psicologici, emozionali e spirituali. Forse, al lungo della vita umana, questi due eventi siano quelli che producono più emozioni.

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La paura di morire è qualcosa molto di più comprensibile, ma la paura di vivere, alle volte non rimane molto chiara, anche se sappiamo che nella nostra vita esistono sfide e scontri che ci generano timore, paura. Per questo credo nella frase¬. “ Chi ha paura di morire, ha paura di vivere” anche perché le due realtà sono interlacciate. Però cosa vuol dire questa frase? Io la interpreto a partire della perspettiva ampia della parola morte, o sia, tutte le avversità che la vita porta, sfide, tragedie, inganni.

O sia, se non si vive con lo spirito di sacrificio, non potremmo liberarci della paura del fallimento, del morire.

Allora, cosa fare? In primo luogo non avere paura della verità su noi stessi: questa verità, senza nessun dubbio, richiede guardare nello specchio la nostra debolezza, nostra miseria e inclusive i nostri peccati più vergognosi e terribili. Però, non rimanere li, richiede soprattutto andare oltre, guardare e camminare in direzione del nostro destino, nel quale la nostra dignità come persone si realizzerà. Guardare e accettare cosa sia ciascuno veramente, fa paura, spaventa, perché è come una intensa luce che vuole strappare i nostri bui , perché di questa conoscenza si segue inevitabilmente la grande esigenza di essere quello che ciascuno sia in verità, di donarsi con sacrifici per essere quello che si chiama ad essere.

Per illuminare di più come affrontare le nostre paure, e in ultima istanza a non aver paura di vivere e di morire, voglio presentare brevemente quello che penso su quello che ci può insegnare il primo incontro del Signore Gesù con l’apostolo Pietro.

In questo passaggio vediamo come Pietro, dopo aver passato tutta la notte pescando, senza nessun risultato, incontrassi con il Signore Gesù. Lui sale sulla barca e chiede a Pietro che si allontani un po’ della spiaggia, per poter parlare con la moltitudini che si era avvicinata. Quando ha finito di parlare, il Signore ha detto a Pietro- ritorni a pescare, gettate le vostre rete per la pesca” (Lc 5,4). È stato così che Pietro anche con la esperienza del recente fallimento e stanchezza, si è fidato nel Signore e nella sua Parola, e si è lanciato un´altra volta al mare per pescare. Sarà che Pietro non ha sentito in questo momento timori o dubbi? Io credo di si. Il risultato della pesca miracolosa è stato che Pietro si è gettato nei piedi di Gesù dicendo: “ Allontanati da me Signore, perché sono peccatore “ (Lc 5,8). Pietro ha capito che il Signore Gesù è un uomo santo, un uomo inviato da Dio, e che, soltanto dopo guardarlo, aveva scoperto la verità su se stesso. Il Signore va sempre al di là della nostra esperienza. Questo può anche generare in noi una esperienza di paura, paura di scoprire il più profondo e occulto che c’è nel nostro cuore. È per questo che queste parole: “Non abbiate paura! D´ora in poi sarete pescatori di uomini” hanno lo scopo di infondere l´animo e il coraggio necessario perché Pietro si decida ad assumere la sua propria grandezza: lui è di più che i suoi peccati e miserie, il suo valore più alto è l´amore del proprio Signore.

Fonte: Tradução: Marcia Chad

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