Por João Antônio Johas Leão Em La redazione A12 Atualizada em 24 ABR 2019 - 11H45

“Não credo in Dio”

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Nel mondo contemporaneo è comune ascoltare l´affermazione: “Non credo in Dio”. Alle volte l´affermazione non è così forte e si presenta in forma di agnosticismo che si dissimula dietro la frase: “credo in una energia dietro tutto” o “Credo in Gesù , ma non nella Chiesa”. Queste affermazioni sprezzano, al modo suo, che la religione, o il credere in Dio, non è più importante così. O sia, alcuni possono essere cattolici, altri musulmani, altri buddisti o protestanti, però nella vita pubblica non parleremo di queste particolarità, perché esistono altre cose più importanti da essere trattate, come la pace comune, il benessere, o l´avanzo delle tecnologie.

Tuttavia, questa postura mette in secondo piano, (per essere ben ottimista), una realtà che sempre è stata come fondamentale per l`uomo, che è la sua connessione (o mancanza di connessione), con qualcosa che lo supera, come una realtà anteriore a lui stesso, che ha dato l´ origine a questo mondo e, per questo, c`è bisogno di essere presa in considerazione nelle riflessioni sullo stesso e sul nostro agire in lui. Quello che ci piacerebbe proporre è che ritorniamo a percepire la centralità della domanda sul Dio per la nostra vita.

Per farla breve, ad un certo punto, nel secolo XV, la cosmo visione cattolica del mondo si rompe. Il Bene cattolico rimane interrogato e altre concessioni di bene sorgeranno. La grande domanda in questo momento passa ad essere allora, come fare per vivere in pace con queste diverse concessione di bene, convivendo tra di loro. In una certa misura si lascia da parte la ricerca per un bene e, in ultima analisi, per la verità. Già non si crede possibile parlare sulla verità nel senso forte, sotto l´accusazione di un dogmatismo, di una pretensione che sarebbe fuori delle capacità umane.

Senza negare i limiti della ragione umana, il fato è che la nostra ragione ci spinge sin da bambini a cercare la verità. In effetti , i bambini sono famosi per le domande incomode e insistenti. Ma loro, sono i modelli esattamente di questo desiderio di verità. Se per caso neghiamo questo, neghiamo qualcosa molto fondamentale in ciascuno di noi. E ci lasciamo andare in una specie di regno delle norme. Già non si sa più cosa fare, a quale destino stiamo appuntando, allora si crea delle regole, norme, per la convivenza. Però, questo, senza dubbio, sarà sbagliato. Anzi, con una certa onestà, possiamo vedere che già è sbagliato.

Senza un progetto comune, senza la ricerca della verità, gli interessi in conflitto, cercheranno di imporre non per il dialogo, o perché difendano esseri migliori in se stesso, (perché non possono più parlare questo), ma per la forza. Può essere la forza del denaro, o la forza di un gruppo di persone che insieme vogliono imporre un ideale, ma sarà una imposizione fuori di un complesso di idee che possono avere poco con la realtà. Allora, nascono i totalitarismi che fanno tanto male agli uomini, privandoli di sue libertà più fondamentali.

E se ritorniamo adesso all`inizio, ci rendiamo conto, che l´origine di questo problema importantissimo sta in muovere la questione religiosa dal centro della vita umana. O sia, non interessa molto si ha o non un Dio o dei. È come se ascoltassimo: “Si può credere in quello che si vuole, ma bisogna risolvere questo conflitto”. Come se tutte due le cose non avessero nessun rapporto, quando, in verità, soltanto quando si risponde sul Dio è che l`uomo può, effettivamente e coerentemente, agire nel mondo.

L`ateismo è una posizione così religiosa come molte delle chiamate religioni tradizionali. Lei, certamente dona una risposta che spera essere vera in relazione a questa domanda fondamentale su Dio. E forse, in questo senso, sia persino più coerente la posizione dell´ateo che quella di chi ha rinunciato di cercare la verità. Almeno, apparentemente, loro portano la domanda sul Dio un`altra volta mettendola al centro del tavolo.

Quello che i credenti, in speciali i cattolici debbono fare è mettersi in condizioni di dialoghi, rispettoso e nella carità, ma sicuri e coerenti. E da questa dimensione religiosa, ritornare a rispondere tutte le altre questioni umane.

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