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Esperimentare il deserto nella vita spirituale

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Nella camminata spirituale di tutti l´essere umano, appaiono momenti nel quale tutto sembra un abisso e le risposte si scompaiono. C’è un’aridità, una secchezza spirituale e tutto sembra essere perduto. Sorgono il disanimo, la volontà di stare fermi, di non più camminare. Si cammina per il deserto interiore.

Per questa esperienza hanno passato i grandi santi e mistici della Chiesa, e tutti quelli che osano costruire il suo itinerario attraverserà per questo momento!

L` esperienza del deserto è feconda, anche se dolorosa. Siamo confrontati con noi stessi, con le nostre “fiere” interiore, quando ci confrontiamo con quelle situazioni che ci allontanano e ci dividono.

Il deserto è il momento di liberazione dalle amarre che creiamo in noi stessi. Così è necessario lasciare queste situazioni interiore che ci tengono, se vogliamo camminare. Per ciò, il deserto è luogo di confronto e di maturazione.

Così, vale la pena cercare la esperienza delle Sacre Scritture per la nostra comprensione, profondamento e elaborazione di un itinerario spirituale.

La esperienza del popolo di Dio

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Pare, non avere nella storia, un popolo così esperiente di deserto quanto il popolo di Israele, cominciando con la struttura geografica e con le esperienze di spostamento. Il deserto nelle Sacre Scritture, può essere preso come referenza geografica, nel senso reale, o nel senso connotativo, frutto di una esperienza di un popolo pellegrino, come un luogo teologico.

Il nostro obbiettivo è salvalo in entrambe i sensi e dopo situalo nel processo dell´itinerario spirituale. Fare l´esperienza del deserto implica lasciare dietro di te la paura.

Il deserto può essere inteso come un locale di conflitto, di sconfitta, di pellegrinazione, di capire se stesso come essere errante, pellegrino nella storia. Alcuni capitoli dei libri dell´Esodo e dei Numeri narrano l´esperienza della camminata del popolo di Dio per il deserto. In questo itinerario , il popolo di Dio passa per diverse situazioni, che gli porta a comprendere i desideri e le promesse di Dio.

Il deserto è un punto di incontro , è dove si celebra la Pasqua, offrendo a Dio liberatore sacrifici. È anche dove si fa l`esperienza della protezione divina, si mette in marcia e si fa l´esperienza dei limiti.

Lungo questo cammino, il popolo prende coscienza del loro peccati, delle loro fragilità, rimani scoraggiato e perde la speranza. Passa per la esperienza della morte e della perda dell´identità. Il deserto diventa il luogo di sete, di ammarezza, di fame, di provazione, (Ex 15, 22), del malcontento, della mancanza di struttura, del disanimo, del desiderio di ritornare a quello che era prima, alla sicurezza della terra dell`Egitto, (Nm 11,5.14, 2).

Esperimenta l´ indigenza, la provazione e la necessità di camminare errante , per via delle infedeltà.

Il popolo ha sentito fame e sete. Anche così Dio gli alimentò con il mana (Ex 16) e gli ha saziato la sete, facendo germogliare acqua della roccia (Ex 17-1). L´ esperienza del deserto è stata pedagogica , perché ha fatto che loro passasse a seguire Dio con fedeltà (Jr 2,2).

Tuttavia, nella camminata, ci sono state contestazioni, rivolte e sofferenze, perché il popolo non aveva più una vita comoda, ma sono stati chiamati a vivere una nuova esperienza. Il deserto è il prezzo della liberazione per essere liberi dell´Egitto. È ancora il luogo della presa di coscienza: chi vuole diventare libero, passa per l´insicurezza e siccità per essere libero degli impedimenti di se stesso.

Il deserto è l`esperienza della limitazione e del dono amoroso di Dio al suo popolo (Nm 21,18). È un luogo nel quale, nonostante la siccità, ha ancora una fonte che germina l´acqua (Gn16,7). È dove si può vedere la Gloria di Dio amoroso senza ostacoli.

Il Levitico ricorda che è nel deserto che se presenta l´offerta e si fa il rituale di espiazione. Dopo del rituale si prendeva l´individuo innocente che gli sembrava colpevole, e lo lanciava nel deserto. Per gli israeliti, il deserto era il locale dell´abitazione del demonio.

Nei Numeri, troviamo la narrativa del popolo camminante. In questo libro, fra le molte referenze al deserto, noi lo abbiamo come locale dove Dio parla con Mosè, nel deserto del Sinai. È nel Sinai che il popolo fa la profonda Alianza.

La generazione infedeli a Dio muore durante la camminata del deserto (Nm 32,13), rimanendo una nuova generazione purificata, segnando profondamente la relazione del popolo con Dio.

Il deserto è un luogo terribile , ma attraverso di lui si cammina fino alla montagna. È il luogo di ostacoli, della fragilità della vita, e anche dell´azione beneficente e provvidenziale di Dio, salvando il suo popolo sempre dei pericoli. Nel (Dt 1,29-33), ha un relato molto interessante facendo vedere Dio come un Padre che conduce il figlio nel cammino.

Così, Dio è quello che va avanti dal popolo nel deserto, facendo vedere dove camminare. E questo popolo esperimenta l´amore e la fedeltà di Dio. Nel deserto, il popolo esperimenta la presenza di Dio nella storia e che gli salva.

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Il deserto è dove si fa il reindirizzamento di un percorso; ciò è, per lui cambiano le attitudini. È il luogo dove conquista il popolo. In (Dt 8,1-6), Dio appare come allettante, ciò è, fa una esperienza con il suo popolo, per poter conoscerlo e sapere quello che lui aveva nel suo cuore.

È nel deserto che Davi scappa dalle mani di Saul (1 Sm 23,14). Pertanto, è anche locale di conflitto e di fuga (Js 8,20). È dove ha persecuzione, insicurezza, e si fa l´esperienza della paura. I Maccabei, per resistere l´invasione ellenica, si sono ritirati nel deserto (2Mc 5,27), come mezzo di protezione.

In Isaia, l´immagine del deserto molte volte appare desolante. A causa dell´esilio, il profeta confronta Gerusalemme a un deserto. Alle volte, porta il senso dell’esperanza profetica isaianica: “perché nel deserto sgorgherà l´ acqua e torrenti nella steppe”; “si trasformerà il deserto in stramazzi (…) pianterò nel deserto il cedro e l´ acacia …”( Is 41,18-19).

In questo senso, il deserto rappresenta la rinnovazione delle speranze perdute.

Al di la di tutte le immagini che abbiamo sul deserto, lui ci è presentato come luogo della manifestazione di Dio. È il Dio camminante, che marcia con il suo popolo. È, allo stesso tempo, luogo di manifestazione di grazia e anche della ruina, dell´assenza di vita, della solitudine desolatora, della fame.

In Osea, ha una referenza molto interessante. Il deserto è il luogo della seduzione , dove si permette parlare al cuore (Os 2, 16) ed è dove Dio conosce il suo popolo (Os 13,5).

Così, il deserto nella Sacra Scrittura è sinonimo di provazioni ma anche di rinnovazione spirituale : “per questo, io stesso le sedurrò e la condurrò al deserto e glielo parlerò al cuore. “(Os 2,16s).

Fonte: Tradução: Márcia Chad

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