Por Redentoristi Em Redentoristi Atualizada em 13 MAI 2020 - 11H45

La Madonna del Perpetuo Soccorso e il fanciullo alla finestra

La notizia della riscoperta dell’icona della Madonna del Perpetuo Soccorso e, ancor più, del suo ritorno nel Rione Esquilino, all’inizio del 1866 fu accolta con entusiasmo, prima dagli abitanti del quartiere e successivamente da tutti i romani.

Con il consenso di papa Pio IX e previo accordo economico tra il Superiore Generale dei Redentoristi e il Superiore della comunità degli Agostiniani, il pomeriggio del 19 gennaio 1866, i missionari redentoristi Michele Marchi ed Ernesto Bresciani, avevano prelevato l’Icona dal convento dei Padri Agostiniani di Santa Maria in Posterula, dove il dipinto giaceva dimenticato in una cappella interna.

Pe. Antonio Marazzo, C.Ss.R.
Pe. Antonio Marazzo, C.Ss.R.
La donna con il figlio ammalato alla finestra, durante la processione dell’Icona (Vetrata. Chiesa del Perpetuo Soccorso, Madrid)


Portata nella
Casa Generale Redentorista, in via Merulana, il dipinto fu affidato alle cure del pittore polacco Leopold Nowotny che ne concluse il restauro il 15 marzo successivo. Al contempo si provvide a riqualificare la cappella dell’Immacolata, nell’adiacente chiesa redentorista di “Sant’Alfonso”, per potervi degnamente collocare l’Icona per la venerazione dei fedeli.

Il 17 aprile fu pubblicato l’invito di partecipazione al solenne triduo che avrebbe inaugurato l’esposizione dell’Icona.

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Alle 17:00 la processione si avviò sulle strade ammantate di fiori, tra le finestre e i balconi decorati a festa e una grande folla di sacerdoti, religiosi e fedeli laici accorsi da tutta la città.

Nell’incedere verso la basilica patriarcale di Santa Maria Maggiore, da una finestra del primo piano di uno stabile, poco distante dalla chiesa “Sant’Alfonso”, una giovane madre protese il proprio bambino moribondo, di appena quattro anni, verso l’Icona.

La donna, disperata dai dolori del figlio che, secondo le cronache, era affetto da “febbre gastrica infiammatoria” e da “convulsioni”, invocò la Vergine di mettere fine alle sofferenze del fanciullo, chiedendo di guarirlo o di chiamarlo a sé in paradiso. Nelle ore successive il piccolo cominciò a sensibilmente a riprendersi, tanto che dopo appena qualche giorno la donna poté portare il fanciullo in chiesa per accendere un cero di gratitudine davanti alla Madre del Perpetuo Soccorso.

Considerando le circostanze e l’evento, ritenuto straordinario, in corrispondenza della finestra fu collocato un’edicola con un dipinto su tela della Madonna del Perpetuo Soccorso, ancora oggi visibile tra i numeri civici 275 e 276 di via Merulana.

Durante la processione di verificò anche la guarigione di una bambina di appena otto anni che da quattro soffriva di paralisi ad una gamba. Invocando l’intercessione della Vergine, al passaggio dell’Icona davanti casa, la malata cominciò subito ad avvertire l’inizio della funzionalità dell’arto, così che, qualche giorno dopo, accompagnata dalla madre, ebbe modo di recarsi in chiesa per pregare davanti alla tavola della prodigiosa immagine.

P. Antonio Marrazzo, CSsR
Casa Generale Redentorista, Roma


Fonte: P. Antonio Marrazzo, CSsR

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